A cavallo del 2012 si è consumato un bel ribaltone all’interno di Monte dei Paschi di Siena e un divorzio in Bper. Parliamo di Fabrizio Viola che da ad dell’istituto emiliano ora è in procinto di essere nominato dg dell’istituto senese.
Viola, manager di lungo corso, laureatosi alla Bocconi in economia aziendale è entrato in Bpm nel ’95 per poi lasciare l’istituto milanese per approdare proprio in Bper subito dopo il tentativo, andato a vuoto, di fusione tra le due banche. Ora Viola ha deciso di accettare una nuova sfida molto coraggiosa, quella di guidare Mps nella tempesta finanziaria in atto cercando, fin quando possibile, di evitare l’aumento di capitale. Viola andrà a prendere il posto di Antonio Vigni, attuale dg di Mps fin dal 2006, almeno fin quando non arriverà la nomina sempre per il manager romano ad ad del gruppo bancario senese quando ad aprile l’intero cda verrà rinnovato.
L’improvvisa accelerazione del passaggio di mano in Mps è dovuta alla necessità di dare una risposta rapida all’Eba che ha chiesto nuovi capitali per 3,3 miliardi di euro e per la presentazione del nuovo piano industriale che poi dovrà essere controllato da un vertice nuovo e stabile. Il timore di apertura di un nuovo fronte con Giuseppe Mussari, attuale ceo di Mps e presidente dell’abi, è stato smentito dal diretto interessato che ha annunciato di non volersi ricandidare per un nuovo mandato anche perché ormai in aperto contrasto con il presidente della Fondazione, Gabriello Mancini. Viola sarebbe già al lavoro, anche se l’ufficialità potrà aversi solo il prossimo 12 gennaio, visto che il 20 in Bankitalia dovrà spiegare come Mps intenda raggiungere il core tier1 al 9% entro giugno.
Ricordiamo che Rocca Salimbeni ha già chiesto la conversione di 290 milioni di titoli obbligazionari “fresh” in azioni portando il capitale a 6,73 miliardi da 6,65. Ovviamente solo questo non basta ma sul piatto c’è la valorizzazione del gioiello Consum.it, specializzata nel credito al consumo, di molti immobili non strumentali, e alcune partecipate come Biverbanca e Bps sulle quali ciclicamente si moltiplicano i rumors di un possibile passaggio di mano dell’intera quota o parte di essa. In maniera insistente si parla di Bps che opera in un area fortemente presidiata già direttamente da Mps e per cui già nel recente passato si parlava dell’ingresso di fondi esteri proprio per sostituire Rocca Salimbeni.
Di fronte a se, dunque, Fabrizio Viola ha una sfida di grande rilievo con l’azionista di riferimento che non intende lasciare la presa sulla banca almeno fin quando possibile.






