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Back Banche e Fisco Manager Salvo sorprese sarà Piero Montani il nuovo ceo della Banca Popolare di Milano

Salvo sorprese sarà Piero Montani il nuovo ceo della Banca Popolare di Milano

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Alla Popolare di Milano sono ore di frenetiche trattative per decidere chi sarà il nuovo ceo del gruppo bancario.  La nuova figura del ceo è stata inserita nel nuovo statuto come richiesto da Bankitalia e il consiglio di gestione ora deve sfogliare la margherita dei papabili per scegliere il nome.

 

Ad ora l’unico candidato è Piero Montani, persona conosciuta nell’ambito delle popolari e che gode dell’appoggio incondizionato del nuovo uomo forte di BPM, Andrea Bonomi, numero uno di Investindustrial e socio forte con il 9% della banca. L’investitura dovrebbe essere certa, vista la mancanza di altri candidati ma ormai la Bpm ci ha abituati alle sorprese anche se i tempi sono piuttosto stretti tanto che il cda dovrebbe scegliere già oggi anche se c’è il meccanismo dei voti complesso che potrebbe far slittare la nomina. La nottata di oggi è stata un’insistente tessitura tra le varie componenti dei soci ed in particolare dei dipendenti-azionisti. Proprio per questo il cds oltre alla convocazione di oggi è già stato allertato per domani se dovessero sorgere complicazioni.

Nel frattempo perde potere Enzo Chiesa, l’attuale direttore generale. Piero Montani. Genovese del ’54 è attualmente amministratore delegato della Banca del Mezzogiorno fortemente voluta dall’ex-ministro Giulio Tremonti come grimaldello per lo sviluppo del sud Italia e presieduta da Massimo Sarmi. Per tutti gli anni ’90 Montani ha fatto la sua gavetta in Credito Italiano per poi passare alla direzione della Popolare di Novara e successivamente essere nominato dg della Bpvn nata dalla fusione delle popolari di Novara e Verona. Nel 2003 viene chiamato a rilanciare Antonveneta dagli olandesi di Abn Amro e guida l’istituto veneto fino al 2008 quando Mps con la sua maxi-offerta convince gli olandesi a cedere la banca. Nel frattempo diviene anche vice-presidente di Banca Italease in quota Antonveneta. L’istituto è finito ko per le spericolate operazioni sui derivati di Massimo Faenza e per questo viene sollevato dall’incarico su richiesta di Banca d’Italia come tutti gli altri manager della banca.




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