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Banche e fantasia: ora c'è la commissione sul prelievo in contanti alla cassa

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MILANO – La banca offre un servizio, quello della custodia e gestione del denaro e su questo si fa pagare.  E’ giusto che l’impresa bancaria guadagni ma attenzione alle esagerazioni.  Da qualche tempo si moltiplicano gli istituti di credito che hanno inserito nella voce “costi e commissioni” quella per il prelievo in contanti da conto corrente.  Il Corriere della Sera lo chiama più propriamente balzello.

  L’Antitrust ha deciso di aprire un focus su tale comportamento pronto a sanzionare eventuali violazioni del regime di concorrenza e cartelli.  Immediata la risposta di Giuseppe Mussari, presidente di ABI che smentisce ogni possibile accordo di lobby.  Ma qual è la verità?  MPS, Ubi, Unicredit, Bpm, ad esempio hanno avvertito i loro clienti che prelevare contanti dal proprio conto ha un costo variabile a seconda dell’istituto da 1 a 3 euro.  Intesa-San Paolo, invece, ha fatto l’esatto contrario abolendo questa voce di costo.  Quindi effettivamente sarebbe difficile dimostrare l’esistenza di cartelli tra banche nella determinazione del costo.  La concorrenza c’è e si vede basta fare un giro e chiedere i documenti per la trasparenza per rendersene conto.  Rimane un dubbio, perché si deve pagare per prelevare i propri soldi?  Ribadiamo il concetto che la banca come tutte le altre imprese, ha la sua fonte di guadagno dai servizi offerti e il prelievo è un servizio ma è difficile da comprendere il fatto di dover pagare il ritiro del proprio.  Sarebbe stato, forse, più corretto ed eticamente giusto, richiedere una commissione su eventuali prelievi per cassa da affidamento.  La questione diventa complessa per i difficili calcoli di interessi e costi fissi che non devono superare il tasso stabilito da Bankitalia oltre il quale si configura il reato di usura.  E’ evidente, però, che per molti questa voce di costo venga accostata ad una tassa vera e propria perché non si riesce a capire il servizio offerto.  Indubbiamente la custodia in se è un servizio e per questo nella stragrande maggioranza dei casi c’è un canone fisso onnicomprensivo (ma lo è più tale se questo costo non è compreso).  Questo costo va, poi, a incidere proprio sulla clientela più debole, quella che ha una disponibilità economica limitata e chi non riesce a usare con elasticità il denaro elettronico, in particolare gli anziani.  Allora torniamo alla domanda iniziale: è giusto inserire una commissione sul prelievo da conto per cassa? 

Economia&Mercato vuole conoscere l’ opinione di clienti e banche in merito alla commissione sul prelievo in contanti da sportello.  Mandateci il vostro commento a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.




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