ROMA – E’ un’estate rovente per le banche italiane, quasi tutti i più importanti gruppi, infatti, sono alle prese o hanno appena concluso aumenti di capitale, ma non si ferma l’attività di lobby per convincere l’Europa ad ammorbidire i paletti imposti da Basilea3 che andrebbero a complicare la vita delle pmi italiane, certamente i migliori clienti degli istituti di credito.
L’Abi ha spiegato che le nuove regole andrebbero ad aumentare i requisiti patrimoniali delle banche e, di conseguenza, a incidere negativamente i costi medi dei finanziamenti alle imprese. Per questo Abi, Rete Imprese Italia, Confindustria e alleanza per la coop sono pronte a presentare a Michel Barnier, commissario Ue per il mercato interno, una proposta per introdurre un fattore moltiplicativo atto a compensare tale effetto con il vantaggio di evitare gli effetti negativi per la ripresa europea. Il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, ha spiegato che la proposta sarebbe integrabile nelle regole già stabilite senza che ciò comporti un danno per le imprese maggiori e senza che ciò comporti un ritorno alle regole di Basilea2 perché non si tocca la qualità del capitale delle banche, uno dei pilastri di Basilea3






