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Back Banche Bcc alta padovana verso un rosso di 55 milioni di euro. I nuovi vertici pensano alla vendita di 4 filiali

Bcc alta padovana verso un rosso di 55 milioni di euro. I nuovi vertici pensano alla vendita di 4 filiali

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Le banche di credito cooperativo sono state un punto di incontro tra le esigenze delle aziende creditizie e famiglie e pmi. Ma ora il sistema si trova a dover fronteggiare la crisi come succede per le grandi banche italiane.

 

Se poi la Bcc si mette a concedere credito anche a grandi aziende allora il bilancio in rosso è servito. E’ il caso della Bcc alta Padovana, primo istituto di credito cooperativo del Veneto e terzo in Italia, che secondo fonti autorevoli vicine alla banca dovrebbe chiudere il bilancio 2011 con un aggravamento delle perdite che passerebbero dai 20 milioni del 2010 ai 55 del 2011. La situazione è tesa e Amedeo Piva, presidente della federazione delle Bcc venete, tiene sotto controllo il lavoro che stanno svolgendo i nuovi vertici dell’istituto padovano. Anche Bankitalia non è rimasta con le mani in mano visto che ha già ordinato due ispezioni e ha caldamente invitato i soci a rinnovare i vertici. La moral suasion di Via Nazionale ha avuto effetto ed ora ai vertici dell’istituto c’è Ruggero Agostini e come direttore Pierluigi Gambarotto, mentre il presidente del collegio dei sindaci e l’economista Gilberto Muraro.

La mission è risanare ad ogni costo e tornare in utile già nel 2012.  Il lavoro è complesso visto che il tutto deve avvenire senza penalizzare eccessivamente i clienti core della banca, cioè famiglie e pmi. Sul tavolo del presidente Agostini c’è l’ipotesi dura di vendere almeno tre filiali per tentare di arginare il rosso di bilancio, se non addirittura azzerarlo. E’ solo un’ipotesi che ancora non ha avuto il via libera da parte dei soci ma visto il periodo di crisi sembra difficile che la banca riesca ad invertire la rotta così da convincere i vertici a rinunciare alla manovra choc. Contemporaneamente a quest’opera di riequilibrio Agostini sta cercando di capire cosa non ha funzionato nel recente passato. A parte la cattiva gestione, che è stata all’origine delle ispezioni di Bankitalia, a pesare sui conti c’è la concessione di crediti molto spinta ad aziende di grandi dimensioni in particolare del settore edilizio, che con la crisi non hanno onorato le scadenze causando la perdita record prevista per il 2011.

I tempi sono comunque stretti per il triumvirato composto da Agostini, Gambarotto e Muraro, si tratta di agire nel primo trimestre dell’anno sul debito e immediatamente sulla filosofia e sulla politica aziendale di Bcc Alta Padovana.




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