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Back Banche Il Financial Times mette sotto esame Fabrizio Viola ed Mps. Nazionalizzazione, ricapitalizzazione o soluzioni interne senza chiedere sacrifici agli azionisti?

Il Financial Times mette sotto esame Fabrizio Viola ed Mps. Nazionalizzazione, ricapitalizzazione o soluzioni interne senza chiedere sacrifici agli azionisti?

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La settimana è stata positiva, nel complesso, per il settore bancario che ha recuperato dopo il vero e proprio scivolone della scorsa settimana. Ma se la Borsa ride i problemi non sono stati risolti. Prima nella lista ora anche da parte dei grandi media finanziari internazionali è Monte dei Paschi di Siena affiancata, suo malgrado, all’altro gigante malato la tedesca Commerzbank.

 

Secondo il Financial Times sono le autorità bancarie europee ad aver acceso il faro sui due istituti che sono bisognosi di aiuto. Tradotto in soldoni, serve un’iniezione di capitali per rimettere in carreggiata i due malati. Il neo-direttore generale Fabrizio Viola ha presentato alla stampa un piano ambizioso di ricapitalizzazione con l’utilizzo esclusivo di risorse interne con un abile mix di cessioni e conversioni di strumenti finanziari che hanno come obiettivo primario arrivare ai 3,3 miliardi di mezzi freschi richiesti dall’Eba senza andare a chiedere nuovamente soldi agli azionisti e alla Fondazione Mps in particolare. Il punto di forza è la valorizzazione di Consum.it e di Mps Capital Service, i due gioielli di famiglia, ma all’Eba vogliono vedere mezzi freschi, soldi e non manovre di bilancio. Ne è convinto sempre il quotidiano inglese che ritiene possibile che il piano di Viola risulti non credibile così come per Commerzbank che avrebbe bisogno di un aumento di capitale di 5,3 miliardi di euro.

Le similitudini tra i due istituti continuano anche nel tentativo di risolvere in house i problemi di capitale anche perché l’esempio Unicredit con il conseguente tonfo successivo alla ricapitalizzazione lascia perplessi i vertici degli altri istituti di credito. Ma allora coma risolvere la questione? La prima risposta è ovvia; Fabrizio Viola convince tutti e anche l’Eba con il suo piano, valorizza Consum.it con una jv industriale, tagli i costi, cede parzialmente Mps Capital Service, alcuni immobili non strumentali e il gioco è fatto. La banca senese uscirebbe rafforzata nel capitale e con gli azionisti contenti di non dover essere intervenuti nella partita. L’ipotesi esattamente opposta, quella che immagina il FT, vede una nazionalizzazione totale o parziale della banca con l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti o sulla Spa o sulla Fondazione.

L’ipotesi più probabile è un mix tra ricapitalizzazione e soluzioni interne. Con la conversione degli strumenti fresh 2008 e 2003 la ricapitalizzazione viene già abbattuta di circa 1 miliardo. Con la cessione parziale di Consum.it e di MPS Capital Service si potrebbe arrivare ad un taglio di 1,2 miliardi circa. Rimarrebbero in ballo 1,1 miliardi da reperire tra gli azionisti e con la Fondazione pronta a scendere sotto la maggioranza partecipando solo in parte all’aumento di capitale. In più a Viola rimarrebbe in mano anche la carta della vendita degli immobili non strumentali e delle partecipazioni minori come jolly da utilizzare nel caso in cui il 2012 si dimostri un anno difficile per gli istituti di credito come in molti hanno già ipotizzato.

La difficoltà sta nell’applicazione pratica visto che ad aprile scade il mandato del presidente Mussari che ha già dato la sua indisponibilità ad un nuovo incarico e con numero uno della Fondazione che deve scegliere il successore e guidare l’ente in un momento delicato con la moratoria sul debito che scade in marzo e la partecipata Mps che potrebbe essere anche obbligata a chiedere nuovi sforzi agli azionisti




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