E’ sempre più dura la vita per gli evasori fiscali. Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate non usa mezzi termini e ritiene che questo sarà l’anno della riscossa per l’erario grazie agli strumenti messi a disposizione dal governo.
Già il 2011 è stato un anno particolarmente proficuo sotto il profilo del recupero delle tasse evase e soprattutto dei capitali all’estero per i quali non è stato pagato il dovuto allo stato. A giugno del 2012 sarà operativo il nuovo redditometro che permetterà al fisco di stanare anche gli evasori più furbi e attenti. Durante un’audizione alla commissione finanze della Camera Befera ha presentato il nuovo strumento di controllo per il quale il periodo di sperimentazione si concluderà proprio a fine di questo mese. Befera ha prima di tutto presentato i risultati delle operazioni di controllo e verifica dello scorso anno. In totale le operazione sono state più di 2 milioni con un risultato di 11,5 miliardi anche se il dato è ancora provvisorio. “Nel secondo semestre del 2011 l’acuirsi del clima di tensione, alimentato da una campagna denigratoria, ha inciso sui risultati dell’attività di riscossione, ha sottolineato sempre Befera che comunque risulta in forte ascesa.
Ma la vera novità è il redditometro. Il meccanismo dell’Agenzia delle Entrate prevede la misurazione del tenore di vita effettivo attraverso le spese sostenute. Le voci spesa che verranno monitorate sono circa 100 e si va dalle pay-tv fino ai giochi on-line, divise in 7 categorie: casa, assicurazioni, istruzione, mezzi di trasporto, attività ricreative, investimenti e altre spese. Se la differenza tra il reddito dichiarato e quello presunto supera il 10% ci sarà l’accertamento fiscale. La chiave di volta è il cervellone che monitorerà circa 40 milioni di depositi gestito dalla Sogei. L’altra arma in mano agli ispettori di Befera è Equitalia. Entra in vigore l’accertamento esecutivo tramite il quale la contestazione inviata dal fisco diventa esecutiva dopo 30 giorni e nei successivi 30 viene affidato ad Equitalia. Per 180 giorni la società di riscossione potrà far scattare ipoteche e fermi amministrativi ma non esecuzioni forzate.
L’altro punto della lotta all’evasione riguarda i controlli degli scontrini con operazioni stile Cortina o Milano con controlli incrociati. Poi c’è la tracciabilità degli scambi oltre i mille euro e l’obbligo di trasmissione telematica del codice fiscale del cliente da parte dell’imprenditore che accetta pagamenti per beni o servizi oltre i 3.600 euro. Un complesso di norme che renderà davvero dura la vita a chi ha evaso e continua a evadere il fisco. Ma il fisco non sarà solo controllore attento. Scatta infatti il tutoraggio per i grandi contribuenti. In pratica per chi ha un giro d’affari superiore ai 100 milioni di euro l’Agenzia delle Entrate diverrà una vera e propria guida al corretto rapporto tra impresa e stato. Secondo Befera “il controllo assume natura di servizio a beneficio della collettività e di quei grandi contribuenti che si attengono alle norme e per i quali l’evasione rappresenta una forma di concorrenza sleale”. Il progetto è serio e preciso e per questo Befera ha chiesto che venga derogato il turn-over per poter assumere circa 1440 ispettori in più da impiegare nelle attività ispettive supplementari derivanti dal redditometro e dallo spesometro.






