Da oggi gli evasori hanno un controllore in più, una centrale digitale dove affluiscono tutti i dati possibili di ogni contribuente, con le dichiarazioni dal 2002 ad oggi, gli atti immobiliari, i versamenti Ici, gli avvisi per pagamenti omessi, le bollette dal 2004 ad oggi, i contratti di affitto, i pagamenti per le ristrutturazioni edilizie e anche le eredità.
Insomma c’è un nuovo 007, il sindaco del comune di residenza che ha tutto l’interesse a scovare gli evasori visto che al comune spetterà la totalità delle tasse evase come premio per aver scoperto l’ennesimo evasore. Ormai dunque non si scappa e dunque chi evade o non ha pagato per qualsiasi motivo tasse o tributi non deve ostentare ricchezza o dare nell’occhio in alcun modo perchè il primo cittadino potrebbe andare a scartabellare tra le varie voci che indicano il tenore di vita e le cartelle delle tasse pagate o inevase. Il sindaco diventerà un vero e proprio confidente del fisco che poi andrà ad accertare le notizie ricevute tramite l’Agenzia delle Entrate. In caso di violazione il dovuto verrà incassato dal Comune.
A dare una mano sarà la tecnologia visto che si andranno ad incrociare i dati del Siatel, il sistema di interscambio dell’anagrafe tributaria degli enti locali con quelli del Sistrel, l’omologo degli enti territoriali come le conservatorie. Nelle centrali d’archivio verranno incrociati i dati sulla Tarsu, sull’Ici, le multe ricevute dai vigili, i verbali di accertamento in materia sanitaria o commerciale, le dichiarazioni d’inizio attività o inizio lavori. La macchina si è accesa e l’Agenzia delle Entrate avrà la facoltà di andare a spulciare nei conti bancari per controllare in particolare i pagamenti superiori ai 2500 euro.
Con questo nuovo metodo degli accertamenti a cascata anche chi a vario titolo diventa complice dell’evasore rischia grosso. L’esempio classico è quello dell’abuso edilizio. A parte le sanzioni amministrative e di legge previste per il reato in se da oggi il sindaco potrà chiedere anche accertamenti fiscali sul proprietario e sui professionisti e le imprese che hanno lavorato per la costruzione dell’immobile abusivo. La lotta all’evasione ha dunque trovato un nuovo alleato interessato a scovare i furbetti per rimpinguare le casse degli enti locali cronicamente vuote.






