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Natale di austerity, no di attenzione. Alla Fiat Babbo Natale porta l'accordo per Mirafiori senza Fiom

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REDAZIONE - E' ormai Natale, per le strade le luci ci annunciano che la festa si avvicina con tante buste e pacchi, con le file in strada, al mercato, nel negozio sotto casa e nei centri commerciali.  Ci hanno detto che quest'anno il Natale sarà un po' sottotono, ma la confusione è sempre quella.  Gli scaffali nei supermercati, pieni fino alla scorsa settimana, oggi sono semivuoti dopo l'assalto di questi ultimi giorni.  Nonostante il clima festivo l'economia non è andata avanti a ritmo ridotto.

  Ieri Fiat e sindacati, con l'esclusione della Fiom, hanno siglato l'accordo per Mirafiori, un accordo epocale che permetterà al gruppo torinese di investire e continuare a produrre in Italia; non solo, Marchionne ha promesso di investire, e tanto, sull'Italia.  La Fiom, che ha deciso di arrogarsi il titolo di "signorno" ad ogni costo non firmando l'accordo ma questo non ha bloccato il piano di Marchionne.  Ora, però, attendiamo Fiat al varco, tutti vogliono vedere il Lingotto passare dalle parole ai fatti in fretta perchè nonostante il titolo voli in Borsa la vendite sono crollate ed urge una terapia d'urto per frenare la continua emorragia di clienti verso le concorrenti sempre più agguerrite. 

Ma non c'è solo Fiat.  In quest'ultima settimana dell'anno si attendono novità sul fronte Ligresti e su Popolare di Milano, in particolare.  E ancora, c'è la crisi da cui ufficialmente siamo usciti, ma con scarsa decisione.  I consumi continuano a stagnare e se non fosse ripreso l'export saremmo qui a parlare di ben altre previsione sicuramente più fosche.  Ma l'estero non basta, serve una spinta interna che dia fiducia ai consumatori, ai commercianti e ai produttori di beni e servizi che in questi mesi hanno dimostrato di avere ottimismo da vendere, ma prima o poi l'ottimismo se non è accompagnato dai numeri termina e potrebbe ritornare la depressione.  Ci si aspetta qualche mossa dal governo, ma la situazione politica fino a fine gennaio non sarà ben definita e Berlusconi è stato fin troppo chiaro durante la conferenza stampa di fine anno: l'esecutivo non può sostenere direttamente l'economia ma si limita a dare degli indirizzi generali sui quali ognugno deve lavorare.  Ma qualche piccolo sforzo sarebbe gradito, come ad esempio l'avvio rapido di quella "rivoluzione liberale" che permetterebbe a tanti commercianti di aprire attività senza attendere le numerose autorizzazioni preventive.  Anche sul fronte delle tariffe l'esecutivo può dire la sua calmierando gli aumenti.  

Poi c'è il lungo capitolo degli incentivi e della leva fiscale.  Negli anni passati gli eco-incentivi per l'auto non hanno fatto perdere l'erario, anzi gli incassi sono andati meglio e allora perchè non ripetere l'esperienza magari con indicazioni precise sulle cilindrate, sui combustibilie, perchè no, con un tetto di reddito oltre il quale non si può andare per richiedere lo sconto fiscale sull'auto?  Tremonti ha ragione a tener duro sulla stabilità di bilancio con una politica severa di risparmio e taglio di spesa che ha permesso all'Italia di non essere toccata dalle turbolenze di questi mesi e addirittura di essere indicata da esempio virtuoso in Europa; c'è però da sostenere la ripresa piuttosto debole e per farlo serve "un aiutino" che non può limitarsi all'incentivo sull'auto.  Forse potrebbe essere utile rivedere il meccanismo di accise e Iva si carburanti per autotrazione e riscaldamento con il governo che si fa parte attiva nel tentativo di mantenere un prezzo sostenibile per tutti, almeno nei momenti in cui la speculazione porta il prezzo del petrolio oltre una certa soglia.  Proprio in questi giorni, tanto per cambiare, il petrolio sta toccando quotazioni che non si vedevano da tempo con il conseguente rialzo velocissimo del costo del carburante.  Quasi si potrebbe scommettere su un repentino ripiegamento delle quotazioni verso la metà del mese prossimo, ma non scommetterei su un altrettanto veloce calo dei prezzi alla pompa.

Ora non mi resta che augurare a tutti i nostri lettori un sereno e felice Santo Natale e un arrivederci al 27 dicembre.




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