REDAZIONE - All'Acqua Pia Antica Marcia va male un affare immobiliare e allora chiede alle banche creditrici una moratoria a breve sui debiti per permettere all'advisor Rotschild di preparare un piano industriale completo da presentare entro gennaio.
Secondo indiscrezioni pubblicate dal quotidiano torinese "La Stampa" l'esposizione verso gli istituti di credito ammonta a circa 900 milioni di euro e coivolge Banca Etruria, Monte dei Paschi, Bnl, Popolare di Vicenza, Popolare di Milano, Carige, Banco Popolare, Unicredit e Intesa-San Paolo, oltre ad altri fino a circa 16 istituti finanziari nel complesso. Acqua Marcia è attiva in quattro settori, turistico, immobiliare, aeroportuale e porti turistici e proprio da queste attività dovrà ripartire il piano industriale e anche la vendita di alcuni asset che Rotschild non ritiene strategici. La mancata vendita di un immobile ha causato problemi di liquidità sul breve anche se le disponibilità complessive sul periodo sarebbero adeguate e sul lungo periodo il portafoglio ha un valore ben superiore all'indebitamento. L'idea di Rotschild, da dove non trapelano indiscrezioni in attesa della presentazione ufficiale agli istituti di credito coinvolti il prossimo 14 gennaio, è quella di valorizzare al massimo gli asset in portafoglio con le vendita di alcune partecipazioni e in attesa della deadline la moratoria servirebbe a far fronte al mancato incasso di 95 milioni di euro poer il contratto sfumato con Vegagest e alla rinegoziazione di alcuni prestiti così da rimodulare a pià lungo termine l'esposizione totale.






