
Nel corso degli ultimi anni si sono fortemente diffuse, in Italia così come negli altri Paesi economicamente sviluppati, particolari polizze assicurative volte a enfatizzare la funzione di investimento e di accumulazione del risparmio a scapito di quella puramente assicurativa. Le prime polizze che hanno svolto questa funzione, introdotte già negli anni Settanta, sono state le polizze rivalutabili, nelle quali la prestazione, che prevede di norma un tasso minimo di rendimento garantito, viene parametrata ai risultati di speciali gestioni di titoli, prevalentemente di Stato. Più recentemente, le compagnie assicurative hanno lanciato delle polizze che, favorendo le esigenze di diversificazione degli investimenti, presentano un profilo di rendimento agganciato a indici di borsa o ai risultati di particolari fondi di investimento. Si tratta delle polizze index linked e unit linked.
In generale, le polizze linked costituiscono forme assicurative, proprie del ramo vita, caratterizzate dalla dipendenza diretta delle prestazioni dal valore di un’entità (indice) di riferimento. Il riferimento normativo alle polizze linked è costituito dall’art. 30 del d.lgs. 174/95 nell’ambito delle norme regolanti la copertura delle riserve tecniche delle imprese di assicurazione.
Le polizze unit linked hanno prestazioni collegate al valore di fondi di investimento interni appositamente costituiti dall’impresa di assicurazione o da OICVM(Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari) costituiti all’esterno dell’impresa. Le prestazioni, così come i premi versati, sono espressi in quote del fondo di investimento.
Le polizze index linked sono caratterizzate da prestazioni la cui entità è funzione del valore di un indice azionario o di un altro valore di riferimento .
Nell’esperienza italiana le polizze index linked offrono una performance ancorata all’andamento di un indice azionario e offrono una garanzia di rendimento minimo.
Le polizze Index Linked, che hanno come sottostante le cosiddette "obbligazioni strutturate", sono assimilate a strumenti di raccolta di risparmio e pongono problemi di tutela del risparmiatore sotto il profilo della trasparenza.
I titoli strutturati sono composti da una combinazione di due o più strumenti elementari: obbligazioni e derivati.
Si supponga per esempio che un investitore abbia investito nella polizza Index Linked 100 euro. La banca riceve quindi 100 euro, dei quali 90 saranno utilizzati per compare l’obbligazione (di solito zero coupon) che dovrebbe garantire un rendimento minimo a scadenza. Gli altri 10 euro dovrebbero essere utilizzati per compare il derivato, ma sistematicamente la banche accantonano parte di questa somma come profitto, utilizzandone una quota residuale per comprare il derivato, (nel nostro caso ipotizziamo 3 euro). In questa maniera si verifica una vera truffa ai danni del cliente che crede di aver speso 100 euro per acquistare uno strumento dal valore di 100 euro, ma che in realtà si trova con una polizza che ne vale 93. La differenza di 7 euro, pari al 7% dell'investimento originario prende il nome di "commissione implicita" e rappresenta un costo occulto che l'emittente della polizza addebita all'investitore al momento della stipula e senza darne formale comunicazione al cliente.
La presenza di queste ingenti commissioni, ha l'ulteriore effetto di erodere la capacità delle polizze Index Linked di generare plusvalore per l'investitore, che si troverà alla scadenza dell'investimento con rendimenti in linea con quelli di strumenti meno rischiosi come i BTP.
Quindi fare molta attenzione quando si sottoscrive un prodotto finanziario, una delle regole fondamentali è la TRASPARENZA.
(*) Tivoli service







