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L'Europa trova l'accordo per la modifica del Trattato di Lisbona e la creazione di un fondo di stabilità monetaria

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 BRUXELLES - La notte ha portato l'accordo tra i capi di stato e di governo della Ue per la modifica del Trattato di Lisbona.  Le modifiche riguardano la creazione di un meccanismo permanente anti-crisi per gli stati aderenti all'euro.  Secondo le fonti diplomatiche nell'accordo è stata inserita la parola "indispensabilità" del fondo anti-crisi per favorire la piena stabilità della moneta unica.

  A chiedere l'inserimento di tale specificazione è stata la Germania che ha anche chiesto severe misure di controllo nel caso di conessione di prestiti in favore dei Paesi più deboli o in crisi.  Così nel testo definitivo "gli stati membri dell'area euro sono autorizzati a stabilire un meccanismo di stabilità che sarà attivato se ciò si renderà indispensabile per garantire la stabilità dell'euro".  L'intervento, come detto, verrà condizionato a misure certe e controllate di consolidamento del bilancio e di riforma strutturale dell'economia da parte dello stato interessato al prestito.  La discussione è stata ad ampi spettro includendo anche la proposta di eurobond caldeggiata dall'Italia ma che è ofrtemente osteggiata da Germania e Francia.  Allora i 27 hanno deciso di tornare all'unico punto all'ordine del giorno, l'emendamento all'articolo 136 del Trattato di Lisbona con la Germania che premeva a tal fine per predisporre in seguito il Meccanismo europeo di stabilità che nel 2013 andrà a sostituire il Fondo di stabilizzazione di Eurozona creato in via temporanea per affrontare la crisi irlandese. 

Angela Merkel ha legato il sì tedesco a due condizioni forti affinchè il costituendo Esm non diventi una specie di bancomat a fondo perduto o quasi; per questo l'utilizzo del fondo sarà preso in considerazione solo "in ultima istanza"  nel caso in cui il Paese rischi il default e solo con l'unanimità degli stati membri che ne fanno parte, così come avviene attualmente per l'Irlanda.  Ora bisognerà attendere i passaggi in Commissione, Europarlamento e Bce, solo consultivo per poi andare nel marzo 2011 all'approvazione definitiva del Consiglio Europeo




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