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2010, anno terribile per Piazza Affari che lascia sul terrno il 12% del suo valore, nonostanrte la galassia Agnelli

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MILANO - Il 2010 è stato un anno da dimenticare per Piazza Affari che ha lasciato sul parterre il 12% del valore totale, perdendo ampiamente terreno nei confornti delle principali paizza finanziarie europee che durante l'anno sono cresciute come Londra e Francoforte che hanno rispettivamente messo a segno un aumento del 10 e 16%.

  Parigi è riuscita a tenere con un calo del 2,11% mentre peggio di Milano hanno fatto solo Madrid ed Atene, colpite dalla forte sepculazione anti-euro.  La causa principale della pessima performance della Borsa milanese è da ricercare nel comparto bancario che sui listini ha un peso determinante in Italia,  COsì Intesa-San Paolo con una perdita del 35%, Unicredit del 32, Popolare di Milano addirittura del 46%, Ubi Banca del 34% hanno determinato la debacle di Piazza Affari.  Bisogna dire che fino a maggio la Borsa di Milano si stava lentamente riprendendo dopo un 2009 pesante come nel resto del mondo ma l'esplodere della crisi greca prima e di quella portoghese, irlandese e, in parte, spagnola, hanno compromesso il buon inizio d'anno.  E a nulla è valsa l'ottima performance della galassia Agnelli che per tutto il 2010 è stata la vera star di Piazza Affari.  La Fiat ha guadagnato il 43% con un'accelerazione dopo l'annuncio dello spin-off che partirà ufficialmente il prossimo 3 gennaio con il debutto di Fiat Industrial.  Ancora meglio ha fatto la cassaforte Exor che ha messo a segno una cresita del 75% in un anno.  Poco più sotto c'è Saipem che con il suo 53% che ha goduto dei tanti appalti vinti nel corso dell'anno.  IL 2010 è stato anche l'anno delle new-entry, dopo un 2009 fermo per ovvie ragioni.  Hanno fatto il loro ingresso sui listini di Milano Tesmec, Enel Green Power, PMS, Poligrafici Printing, Fintel Energia Group, Methorios, Vita Società Editoriale, First Capital, Rosetti Marino, Editoriale Olimpia.  Il saldo tra debutti e revoche è pari a zero.




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