REDAZIONE - Oggi è il gran giorno del debutto di Fiat Industrial (camion, trattori e macchine agricole e movimento terra) separata da Fiat. La partenza è stata ben sotto le attese con Fiat Auto che ha aperto a 7,04 euro per azione e Industrial a 8,76.
Nell'ultima seduta dell'anno il gruppo Fiat aveva chiuso le contrattazioni a 15,43 euro. Secondo gli analisti, i due titoli avrebbero dovuto aprire a 7,6 euro l'Auto e 9,2 Industrial per un totale di 16,8 euro. All'apertura delle contrattazioni c'era Sergio Marchionne che non si è sottratto alle domande dei giornalisti, in particolare sul futuro di Mirafiori e sul matrimonio con Chrysler. Per quanto riguarda la divisione Marchionne ha spiegato che "è stata una mossa obbligata per Torino, perchè alla luce di quanto Fiat è diventata nel corso degli anni e alle grandi trasformazioni del mercato, non potevamo più continuare a tenere insieme settori che non hanno nessuna caratteristica economica e industraile in comune".
Molto chiaro è stato Marchionne per quanto riguarda i rapporti con il sindacato, il contratto di lavoro e i referendum sulle modifiche richieste dal Lingotto. "Fiat non può essere condizionata da accordi che non hanno più senso. La Fiat ha bisogno di libertà gestionale". Un chiaro avvertimento per chi, Fiom e Nichi Vendola, contesta le richieste di Torino sul contratto separato per il settore automobilistico. Ma Sergio marchionne continua per la sua strada, nonostante le critiche di una parte del sindacato, forte dell'appoggio di Cisl, Uil e Ugl e di quasi tutti i partiti di maggioranza e opposizione. Il manager del Lingotto è stato categorico anche riguardo a Mirafiori. "Se il referendum di Mirafiori arriverà al 51% noi andremo avanti con il nostro progetto. La gente si deve impegnare a fare le cose; ma se il no vince con il 51% non si va avanti con il piano". Marchionne ha voluto anche sottolineare che "Fiat non ha lasciato fuori nessuno. Se qualcuno ha deciso di non firmare non significa che abbiamo lasciato fuori qualcuno. Fiat ha bisogno di libertà gestionale". Quindi il piano "Fabbrica Italia" va avanti con la firma dell'intesa per Pomigliano d'Arco che ha dato il via libera all'investimento da 700 milioni promesso e la conseguente riassunzione di circa 4600 dipendenti dello stabilimento. Ora si attendono i risultati di Mirafiori.
Su Chrysler Marchionne ha le idee molto chiare. "E' possibile che Fiat salga sopra il 50% del gruppo americano se questo deciderà di andare in Borsa nel 2011, ma ad oggi non c'è alcun piano di fusione tra le due case automobilistiche".






