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Intervista esclusiva, Giovannino Antonini si da l'obiettivo di 30mila nuovi soci Scs per mantenere indipendente la Banca Popolare di Spoleto

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Il neo-presidente della Spoleto Credito e Servizi, Giovannino Antonini, non è cambiato. Da presidente della Banca Popolare di Spoleto ha spinto per mantenere la banca autonoma, per accrescere l’occupazione e intervenire nel tessuto economico umbro. Anche oggi dal timone della cooperativa controllante la banca intende proseguire su tale percorso senza tentennamenti. Antonini parla delle prossime sfide che attendono la Scs ma non dimentica il recente passato, quello turbolento che lo ha visto protagonista di una durissima battaglia con l’organo di controllo Bankitalia.

Alla fine ha deciso di lasciare la presa per il bene della banca e per mantenerla autonomia nonostante i numerosi corvi che già giravano intorno a Bps nei giorni più caldi della guerra tra i vertici dell’istituto e Via Nazionale. Il presidente non dimentica, come detto, e ricorda le cifre; BPS ha continuato ad assumere e ad espandersi rimanendo l’unica realtà bancaria veramente umbra con una partecipazione forte di Mps” ma continua Antonini, “le cifre sono lì a testimoniare il lavoro ottimo che abbiamo svolto in questi dieci anni. Ho salvato la banca per la terza volta, prima con Rolo Banca, poi con Unicredit ed ora da un concentrato di interessi che volevano una Bps debole per poi acquisirla a pochi euro. Ho detto di no a chi dovevo e ho resistito fino alla fine. La mia – conclude il presidente – decisione di dimettermi è stata presa per non nuocere alla banca e salvarla ma con il tempo verranno fuori le falsità che sono state dette e scritte sul mio conto e sull’istituto di credito

 

A fine maggio l’assemblea ha approvato un bilancio positivo che ha visto anche il ritorno del dividendo per i soci della Scs.

E’ vero, la Scs ha distribuito un dividendo nonostante il periodo negativo per l’economia in generale. E’ un segnale di fiducia e la voglia di premiare la fedeltà dei nostri soci che non hanno mai smesso di sostenere gli sforzi della cooperativa anche quando ciò è significato rinunciare agli utili.

Quali sono le prossime sfide di SCS?

La nostra mission è quella di mantenere il controllo della banca e per farlo la SCS ha bisogno di avere capitale da investire nella sua controllata. Nei prossimi tre anni vogliamo raggiungere l’obiettivo dei 30mila soci al ritmo di 3mila nuovi azionisti ogni anno. Questo per avere il capitale necessario alla ricapitalizzazione della banca. Noi intendiamo far rimanere la Bps autonoma e libera, unico punto di riferimento sul territorio dell’Italia centrale ma la libertà si conquista lavorando e investendo. Si dovranno immettere risorse nella banca e la Scs per quella data vuole essere pronta, ma soprattutto come cooperativa vogliamo allargare la nostra base sociale perché riteniamo l’investimento in Scs remunerativo e conveniente per il socio.

In realtà chi investe in una Coop sa che il proprio capitale non avrà una remunerazione altissima, dunque quali sono i vantaggi?

Intanto quest’anno abbiamo distribuito circa 500mila euro, una cifra non indifferente, ma la vera remunerazione sta nelle convenzioni e nei servizi offerti ai soci. Innanzitutto abbiamo la Bps che ai nostri soci offre condizioni vantaggiose per mutui, prestiti personali, conti correnti, prestiti finalizzati e all’impresa; poi abbiamo una lunga serie di convenzioni con esercizi commerciali, broker assicurativi, e associazioni che rendono il pacchetto interessante sotto tutti i punti di vista. Basta saper utilizzare questi servizi che già si ha una buona remunerazione del capitale investito.

Possiamo tracciare un bilancio brevissimo della partecipate di SCS?

Prima di parlare della altre partecipate ci tengo a sottolineare che l’obiettivo statutario della cooperativa è la partecipazione in Bps quindi il 93% circa delle risorse viene dirottato in questa direzione, ma anche le altre partecipate sono importanti. Le bella sorpresa viene da Brand Up che sta portando avanti un ottimo lavoro grazie ai vertici  e alla professionalità dei tanti giovani che collaborano con la società. Oggi Brand Up offre servizi alle imprese di ottima qualità centrando l’obiettivo per cui era nata alcuni anni fa. Per quanto riguarda l’immobiliare stiamo per concludere la cessione di un immobile alla Human Health Foundation presieduta dal prof, Antonio Giordano, una realtà di grande rilievo scientifico nata a Spoleto per volontà di Bps e sostenuta con forza. L’ultima partecipata è la R&S attiva nel campo del recupero crediti che sta dando buoni risultati con un buon utile per la SCS e soprattutto con opportunità di lavoro per molti giovani di Spoleto.

Nel campo sociale quali sono gli impegni di SCS?

Proprio in questi giorni abbiamo donato un’apparecchiatura medica per il controllo della pressione oculare all’ospedale di Spoleto, ma il vero fiore all’occhiello è la Human Health Foundation guidata dal prof, Antonio Giordano. La fondazione fa ricerca in campo oncologico ed è un’occasione incredibile per tanti giovani ricercatori italiani che invece di fuggire all’estero hanno la possibilità di rimanere in Italia e lavorare a progetti di grande rilievo e con la possibilità di stabilire proficui contatti con istituzioni e ricercatori stranieri e americani in particolare. SCS e Bps hanno investito, investono e investiranno nella Human perché crediamo fermamente nel progetto e, soprattutto, riteniamo importante l’opportunità di lavoro che viene offerta ai nostri giovani laureati. Naturalmente i nostri sforzi non bastano per questo chiedo che la fondazione venga supportata anche dai nostri soci, dai clienti della banca e dagli umbri in generale con il 5permille. Per farlo è semplice, basta inserire nella propria dichiarazione dei redditi il codice fiscale della fondazione, 02896450547, è un gesto semplice che non costa nulla ma di grande importanza sociale.

Torniamo alla Bps. Come radicare una banca nel territorio?

Nei dieci anni passati alla guida dell’istituto ha scelto la strada dell’attenzione alle Pmi, alle famiglie e ai giovani. Solo così una banca può calcolare il rischio tramite la conoscenza del cliente e un’organizzazione capillare, ma soprattutto non partecipando alla gara per assicurarsi i grandi clienti che portano certamente fatturato ma anche grandi rischi. Dal 2001 alla fine del 2010 la Bps ha assunto più di 500 giovani e questo è un altro segnale importante di attenzione al territorio come lo è il restauro di Palazzo Pianciani, costato 18 milioni di euro e che ha dato lavoro agli artigiani e alle imprese locali, ed ora ha riportato nel centro storico di Spoleto circa 200 persone che ogni giorno lavorano e spendono nella città.

Dalle sue parole, e chiudiamo l’intervista, si evince una forte attenzione all’impegno sociale.

Chi opera nel mondo della banche popolari e delle cooperative deve per forza essere attento a della sociale. Il prossimo futuro della SCS richiede un grande impegno sociale. Nel nord Italia è da tempo così. Nelle banche di territorio si investono i risparmi della famiglia perché si crede nell’istituzione ma soprattutto nei vantaggi per l’intera collettività. Così deve essere la Scs per gli spoletini , per gli umbri e più in generale per l’Italia centrale. In cambio della fiducia la cooperativa offre vantaggi, convenzioni e sostegno alle attività culturali, sociali e mediche della collettività e del territorio.




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