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Nunzio Bevilacqua, responsabile credito e Pmi dell'Udc, "la manovra colpisce la classe media, ultimo tesoretto d'Italia"

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Economia&Mercato vuole conoscere l’opinione delle categorie produttive e della politica su alcuni punti nodali della manovra che verrà approvata in parlamento entro il prossimo 4 settembre, secondo i più ottimisti. Tremonti proprio a ridosso di ferragosto ha licenziato una manovra correttiva che ha scontentato tutti.

Ci sono nuove tasse, nuovi tagli, correttivi ai costi della democrazia e non della politica e niente per lo sviluppo, o comunque molto poco. E’ vero, come ha ribadito proprio ieri il coordinatore del Pdl Angelino Alfano, che “Tremonti si è mosso attraverso paletti molto stretti” ma è ancor più vero che qualcosa di meglio poteva essere fatto, evitando l’effetto annuncio deleterio più della misura annunciata e il ritorno di fiamma per l’esportazione di capitali all’estero. Abbiamo deciso di iniziare questo giro d’orizzonte con Nunzio Bevilacqua, responsabile Udc per il credito e le Pmi che lascia trasparire un po' di insoddisfazione da parte del partito ma soprattutto la volontà punitiva della classe media, definita “ultimo tesoretto d’Italia”.

 

Che cosa non piace all’Udc di questa manovra?

Sembrerebbe che ogni cambiamento di rotta porti sempre, in maniera palese o più spesso occulta, nella stessa direzione: appoggiare tutto lo sforzo,di una manovra priva di elementi moltiplicatori e leve economiche , sul grande “ammortizzatore silenzioso” rappresentato dal ceto medio che siano famiglie o piccole imprese.

Nel dibattito di queste ore si sta facendo strada un aumento dell’Iva al posto del contributo di solidarietà. L’aumento dell’aliquota Iva potrebbe veramente sostituire a saldo invariato il contributo oppure potrebbe essere una misura rischiosa oltre che di modestà entità?

A fronte di un probabile “alleggerimento” dell’odioso contributo di solidarietà, i cui esiti potevano essere comunque prevedibili, è stato “partorito” un sottovalutato aumento dell’IVA che, a prescindere da un ingannevole modesto valore assoluto, sarà portatore di una ancora a molti non  compresa “scossa sismica” sui consumi.

Che cosa intende per “scossa sismica sui consumi”?

A di là degli aumenti sui beni, già statisticamente calcolati, vi saranno presumibilmente comportamenti di esercenti che porranno come paravento l’aumento d’Iva (imposta che grava in modo più penetrante sulle famiglie) a giustificazione di aumenti più che proporzionali proprio sui beni su cui si dovrebbe puntare per far girare l’economia, una diminuzione delle persone in grado di poter comprare con una progressiva riduzione dei fatturati delle PMI ed annesso problema occupazionale: insomma dalla padella a brace.

Questo continuo dibattito e l’uscita di rumors su imposizioni, condoni, scudi, non rischia di impoverire ancor di più la già risicata liquidità circolante in Italia?

E’ indubbio che gli “effetti annunci” dei provvedimenti siano più dannosi, alle volte, dei provvedimenti stessi. L’incertezza su “fantomatiche” tassazioni anche con effetti retroattivi potrebbe rendere restii molti risparmiatori a lasciare i soldi sui conti correnti, creando una possibile ulteriore crisi di liquidità per le banche e di conseguenza maggiori difficoltà a fare credito…il tutto a danno della produttività.




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