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Fabio Maria Garini, presidente di FIDICOM1978 si prepara ad affrontare le nuove sfide di Basilea3 e a far divenire il consorzio una Banca di Garanzia

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Fabio Maria Garini è presidente di FIDICOM1978 dal 2006 e guida questo consorzio di garanzia indipendente con piglio deciso e con piani di sviluppo interessanti.  Anche durante la crisi da cui il sistema economico italiano sta tentando di uscire FIDICOM1978 ha continuato ad essere un punto di riferimento per le aziende associate, in particolare Pmi del settore del commercio.

Fabio Maria Garini Nato ad Alessandria nel ’78, FIDICOM si è trasformato nel corso degli anni da consorzio di riferimento per il territorio a confidi intersettoriale nazionale mantenendo sempre la sua struttura consortile pura e il suo legame con il territorio di origine.  Ora il presidente Garini vede all’orizzonte nuove importanti sfide legate a Basilea3 che non deve essere vista come un moloc ma come un’opportunità di crescita e di trasformazione delle Pmi italiane.

Mi può tracciare una breve storia di Fidicom 1978?

FIDICOM1978 nasce ad Alessandria nel 1978 e fin dai primi anni di attività è diventato un riferimento significativo per le aziende operanti sul territorio, registrando incrementi costanti sia nel numero dei soci che nel volume di garanzie emesse.  Nel 2004, a seguito dell’approvazione della legge 326/03, FIDICOM1978 si trasforma in confidi intersettoriale ed operante sull’intero territorio nazionale mantenendo la forma consortile “pura” e rispettando le iniziali finalità mutualistiche.  Oggi FIDICOM1978 è un esempio raro nel sistema dei Confidi in Italia grazie alla sua indipendenza da Associazioni di Categorie, Enti Locali e Pubblica Amministrazione.   La sede del Consorzio è ad Alessandria, in uno dei più prestigiosi palazzi della città, “Palazzo Prati di Rovagnasco”.   Attualmente FIDICOM1978 conta circa 2.000 soci.

Quali sono i settori d'intervento privilegiati?

Siamo un confidi a mutualità prevalente, privato, indipendente, intersettoriale ed operante sull’intero territorio nazionale con filiali a Milano, Padova, Firenze, Roma, Enna e Bari.  Pur essendo operativo sull’intero territorio nazionale e in tutti i settori economici, FIDICOM1978 non tradisce le proprie origini mantenendo un forte legame con il territorio alessandrino e con l’iniziale settore di riferimento, il commercio.  La nostra natura consortile fa sì che solo i soci del consorzio possano usufruire delle garanzie rilasciate. Si tratta prevalentemente di piccole imprese (retail) e di medie imprese (corporate), anche se da Statuto 1/6 dei soci può appartenere alla grande impresa.  Il portafoglio è molto eterogeneo, partendo dal piccolo commerciante, arrivando alla grande azienda con marchio internazionale anche quotata alla Borsa Italiana.

Quali sono le principali attività d'intervento del consorzio?

L’attività principale è quella di assistere le Pmi nell’accesso al credito ordinario e agevolato mediante lo strumento della garanzia.  La garanzia, prestata di norma nella misura del 50% dell’intervento finanziario richiesto, contribuisce ad abbassare il coefficiente di rischio delle operazioni di credito incentivando così gli Istituti alla concessione del fido.  Le operazioni possono essere sia a breve termine (scoperto di c/c, castelletto s.b.f., anticipo fatture, ecc) con una durata di 12/18 mesi, sia a medio/lungo termine (finanziamenti sia chirografi che ipotecari) con durata che varia dai 3 ai 10 anni.  Prima di concedere la garanzia, il Consorzio analizza la società da un punto di vista finanziario, economico, societario e personale (limitatamente a soci e amministratori).  L’analisi finanziaria ed economica viene effettuata attraverso un sistema di scoring interno che attribuisce una classe di merito (A, B, C) all’azienda.  Conseguentemente viene effettuata la valutazione patrimoniale ed economica dell’impresa, in base alla quale viene deliberata o meno la concessione della garanzia.

Vediamo un po' di numeri.  Come si presenta Fidicom1978 sul mercato?

Abbiamo un capitale consortile di 535.464 euro con un utile d'esercizio che al 31 ottobre scorso era di 406mila euro con riserve nette per 2,797 milioni di euro.  Il totale dell'attivo è pari a 12,199 milioni con impieghi per circa 60 milioni di euro.  Il patrimonio di vigilanza è di 4,8 milioni circa e il nostro coefficiente di patrimonializzazione è pari al 10,22%.

Il ruolo dei confidi sarà sempre più determinante con Basilea3; voi come vi state preparando?

E' vero, la grande sfida è e sarà nei prossimi anni Basilea3 che entrerà in vigore a pieno regime nel 2020.  Già oggi, grazie al previsto mutato esame del merito creditizio, i Confidi sono partner strategici degli istituti di credito.  I nostri punti di sviluppo sono, la presenza sull'intero territorio nazionale, senza alcuna distinzione per settori di attività; il rafforzamento della struttura commerciale e della formazione continua; l'aumento dei volumi garantiti dal Consorzio e conseguentemente la diversificazione del rischio; l'assorbimento dei Confidi settoriali.  Poi crediamo molto nello sviluppo di “branch interne” specializzate in ristretti settori di attività (turistico/alberghiero, cinematografico, pubblicitario, ecc.) che sappiano fornire prodotti “taylor made”, sviluppati in partnership con gli Istituti di Credito, capaci di soddisfare le diverse esigenze operative.

Lei dal 2006 è presidente di Fidicom1978.  Cosa è cambiato in questi anni?

E' cambiato molto.  Fidicom1978 è il maggior Confidi privato ed indipendente in Italia realmente intersettoriale ed attivo in tutto il paese con uffici operativi nei punti strategici per l'economia nazionale.  Ci siamo sviluppati sull'intero territorio nazionale così da avere una capillare presenza sul territorio.  Uno sviluppo, questo, che ci permette di avere oltre 40 banche convenzionate.  Poi è arrivato il 2009 con la grande crisi internazionale, i problemi di rating e la violenta recessione, ci siamo adeguati divenendo fondamentali per facilitare l'accesso al credito delle PMI, creando al nostro interno una organizzazione ed una struttura estremamente agili, per rispondere in modo repentino alle necessità del mercato ed alle novità normative che, nel mondo dei Confidi, sono numerose ed in continua evoluzione.

Quali sono i vantaggi per i clienti che si rivolgono a Fidicom1978?

Il socio/cliente gode di un servizio professionale in grado di indicare la soluzione più appropriata per ogni sua esigenza, con tempi rapidi e certi per la delibera delle pratiche.  E' preferibile, infatti, avere una risposta rapida, anche se negativa, piuttosto che rimanere nell'incertezza per molto tempo.

Quali sono gli obiettivi per il 2011?

L'obiettivo principale per il 2011, è quello della trasformazione in Confidi iscritto ex art. 106 (già art. 107), che significherebbe il vero e definitivo salto qualitativo di FIDICOM1978 e lo porrebbe tra i primi 10 operatori in Italia. Il passaggio sarebbe inoltre propedeutico al progetto di divenire Banca di Garanzia e per questo sono già in corso contatti e trattative con importanti istituti di credito per una nostra significativa partecipazione al capitale di una banca.  Più a breve, nei primi mesi del 2011, ci siamo prefissati di diventare certificatori del Medio Credito Centrale per l’utilizzo del Fondo Centrale di Garanzia per le P.M.I., in quanto la delega alla certificazione del merito creditizio ci permetterebbe un migliore accreditamento presso il settore bancario.

Dal vostro punto di vista privilegiato il 2010 quali settori produttivi ha maggiormente penalizzato e quali, invece, hanno visto tornare un po' di tranquillità?

Il problema è complesso ed è difficile generalizzare. In termini assoluti possiamo dire di aver visto grande sofferenza per le PMI edili ed immobiliari, nonché per le società tipiche del Made in Italy quali quelle della moda, che hanno segnato forti cali nelle esportazioni. Vorrei segnalare le difficoltà emerse in un settore nuovo quale quello dell’energia pulita, dove i ratios economici non sono stati a mio avviso completamente compresi ed assorbiti. Hanno invece tenuto i soci di Fidicom1978 nel settore della cantieristica navale, in controtendenza rispetto all’andamento generale nazionale, trattandosi di realtà medie che rappresentano l’eccellenza del settore di competenza.  La tranquillità si è rivista solamente in questo ultimo trimestre, con un comportamento banca/cliente reciprocamente più comprensivo, e quindi in maggior spirito di collaborazione. Generalmente i settori in ripresa sono tutti quelli caratteristici dell’imprenditoria italiana, soprattutto quando si tratta di realtà medio/piccole, mentre le grandi imprese stentano ancora a rimettersi in movimento e soffrono in questi ultimi strascichi di crisi.

Come sono cambiate le richieste degli operatori economici con la crisi?

Nel pieno della crisi gli operatorio economici tendevano essenzialmente a consolidare la posizione finanziaria e creditizia della società, spesso scontando gli errori di strategia effettuati negli anni precedenti.  I finanziamenti per investimenti erano pressoché fermi e, paradossalmente, venivano incrementate le linee auto liquidanti in un periodo storico di forte contrazione del fatturato. Scarsa è stata anche la richiesta di moratoria sulle posizioni garantite dal consorzio, segno evidente che la crisi è stata per molti meno devastante di quanto non sia stata considerata generalmente.  Le imprese chiedono celerità nelle decisioni di affidamento e noi rispondiamo, per la nostra parte, nella consapevolezza che nel momento attuale i cambiamenti economici e finanziari sono estremamente rapidi, e l’adeguamento e la risposta delle imprese deve avvenire in tempo reale.  Nell’ultimo trimestre abbiamo visto crescere le richieste di affidamento a fronte di investimento su programmi a medio/lunga  scadenza, il che fa ben sperare per il futuro. La ripresa è dietro l’angolo e non possiamo permetterci il lusso di perdere questa grande occasione.

Quali sono i punti critici che dovranno superare le PMI per adeguarsi a Basilea3?

il principale è quello della patrimonalizzazione delle imprese. Non dimentichiamoci infatti che Basilea3 stabilisce rigide norme per la capitalizzazione degli operatori in attività finanziaria, e che le banche dovranno a loro volta ribaltare questi standard sulle società ed imprese loro clienti. Fidicom1978 propone uno strumento dedicato per far fronte a questa necessità, il prestito partecipativo per aumentare il capitale sociale, ma è uno strumento poco conosciuto ed ancor meno sfruttato. Basilea3 può e deve quindi rappresentare uno stimolo per una maggiore solidità del sistema economico e finanziario italiano, in un progetto che deve vedere alleati e partner banche, confidi e società. Tutti coinvolti nel processo di riorganizzazione ed adeguamento ai nuovi standard, senza pregiudizi e senza scossoni nelle politiche di credito ma pianificando un percorso praticabile di solidità ed affidabilità.




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