In un’ ottica ampia del risparmio il diamante da investimento è un validissimo prodotto finanziario che permette realmente ed in modo tangibile la salvaguardia del nostro patrimonio.
L’investitore si trova sempre di più a vagliare investimenti alternativi ai convenzionali per garantirsi liquidità futura, certezza di non perdere il proprio capitale e ottenere un incremento capitale dall’investimento fatto; ancor di più in un periodo di sfiducia per i normali canali finanziari e di incertezza sulla solidità di banche ed istituti di credito.
Ma come definire un diamante come diamante da investimento o finanziario.
Un diamante diventa tale solo ed esclusivamente se viene proposto in associazione ad un servizio di ricollocamento futuro correlato ad un listino ufficiale che ne determina gli incrementi in valore trimestralmente.
Tale servizio di ricollocamento in base ad un listino ufficiale è indispensabile non solo per seguire l’andamento delle quotazioni, ma altresì per permettere all’investitore di avere un riferimento trasparente e sicuro e non porsi il problema di trovare il miglior offerente per i diamanti posseduti.
Non tutti i diamanti sono idonei a tale scopo:
- Devono essere diamanti naturali ed etici, il che significa di indubbia rintracciabilità e che non portano finanziamento a guerre e non sfruttano lavoro minorile(Best Trade Diamond Pratice).
- Devono avere una caratura regolare e definita che va da 0,5 a 1,5 carati(da 100mg a 300mg o da 5mm a 7.3mm)
- Devono essere certificati da istituti riconosciuti internazionalmente e super partes: Gemological Institute of America (GIA), Hoge Raad voor Diamant (HRD), International Gemological Institute(IGI).
- Devono avere un colore che va da D ad H(prime 5 sfumature di bianco)
- Devono avere un grado di purezza IF(internally flawless) assolutamente puro.
- Devono avere un taglio Brillante del tipo Excellent, Very Good o Good
- Devono avere una fluorescenza indicata con None o Nil, in alcuni casi è accettata Very Slight o Slight.
Quindi un diamante taglio brillante compreso tra 0,5 carati a 1,5 carati con le caratteristiche sopra esposte può essere definito da investimento.
E’ un investimento “alternativo” e soprattutto reale perché materialmente diveniamo possessori del bene finanziario su cui abbiamo investito i nostri risparmi.
E’ un bene rifugio il che significa che beneficia di alcune normative che ne determinano vantaggi fiscali e legali non indifferenti.
Il diamante da investimento non è soggetto a tasse di successione e non è imponibile fiscalmente.
E’ un bene al portatore e se acquistato con regolare fattura è di libera circolazione e trasparente ai fini fiscali.
E’ paragonabile,investire in diamanti,all’investimento nel mattone ma con la differenza che non ci sono tassazioni e spese di gestione e che inoltre il valore dell’investimento in diamanti è decorrelato dall’andamento dei mercati finanziari e quindi offre rendimenti generalmente superiori all’inflazione reale e senza forti oscillazioni, a differenza di altri beni rifugio, primo su tutti l’oro.
Così come l’investimento nel mattone va visto nel lungo periodo.
Uno studio effettuato da Anterwerp World Diamond Trade Centre evidenzia un incremento di prezzo medio annuo del diamante grezzo di circa il 15% dal 1949 ad oggi; ovviamente si deve tener presente degli alti livelli inflazionistici di alcuni anni.
In definitiva investire in diamanti finanziari significa mettere al riparo il proprio patrimonio da qualsiasi evento poiché tale prodotto finanziario è indipendente da qualsiasi variazione politica ed economica;
permette di avere rendimenti di tutto rispetto ed inoltre di non veder tassati gli incrementi ottenuti poiché non è soggetto a tassazione.
Deve essere visto in un’ottica di diversificazione senza correre i rischi delle forme di investimento che si detengono già in portafoglio, tenendo però ben presente che è un investimento poco liquido e non immediatamente rimonetizzabile.
C’è anche da dire che è un’ investimento che permette di possedere un capitale cospicuo in un volume estremamente ridotto, come una mano ad esempio, con la massima attenzione alla privacy.
L’errore più ricorrente è di considerare un diamante da investimento alla stessa stregua di uno montato su di un gioiello, in realtà sarebbe meglio distinguere bene i tre principali settori che ruotano attorno al diamante :
- Settore INDUSTRIALE(circa il 60%-70% del mercato del diamante)
- Settore GEMMOLOGICO(circa il 30%-40 del mercato mondiale del diamante)
- Settore INVESTIMENTO(circa il 1-2% del mercato mondiale del diamante)
Si evince che il diamante da investimento rappresenta l’élite dei diamanti, una vera e propria opportunità di tesaurizzazione, uno strumento in grado salvaguardare il proprio patrimonio.
(*) Alfredo Scarano advisor IDC London Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.






