
Cosa spinge ciascuno di noi a mettere da parte dei risparmi ? Certamente la necessità di crearsi una riserva per affrontare delle spese future come ristrutturazioni, spese per università dei propri figli ma anche assicurarsi una serena vecchiaia oppure incrementare il proprio capitale per avere un futuro migliore.
Se alcuni anni fa il raggiungimento di questo obiettivo era relativamente semplice oggi non lo è più. Le variabili favorevoli ad investimenti tranquilli sono un’inflazione non molto elevata , una crescita economica della ricchezza complessiva della nazione in aumento, basso livello di disoccupazione, basso livello del debito pubblico complessivo. Quando le variabili macro elencate sono sotto controllo l’ambiente per investire è relativamente sicuro e si può investire tranquillamente in azioni per il lungo periodo ovvero nel caso in cui non si voglia una eccessiva volatilità nel proprio portafoglio ( volatilità è uguale rischio) prediligere un investimento obbligazionario puro ovvero misto.
Oggi le cose sono profondamente diverse, il contesto macro è cambiato ed ha generato in alcuni strumenti finanziari rendimenti insoddisfacenti, basti pensare al rendimento medio azionario dell’ultimo decennio che è stato negativo. Nell’impiegare il ns. risparmio dobbiamo tener doverosamente conto delle prospettive future macroeconomiche ma anche delle azioni di politica economica prevedibili. Nello specifico dovremo soffermarci sul contesto attuale e prevedibile dell’economia italiana. L’eccessivo peso del debito pubblico associato ad una crescita economica asfittica a causa di politiche industriali passate errate genera ovvero potrebbe generare dei circoli viziosi molto pericolosi. Senza addentrarmi molto nello specifico, per non tediare i lettori, dirò che per ripristinare la crescita e ridurre contestualmente il fardello del debito pubblico saranno necessarie manovre fiscali penalizzanti che cercheranno di colpire le rendite per recuperare risorse da destinare alla riduzione del debito ma anche per rilanciare lo sviluppo incentivando il settore ricerca, le assunzioni dei giovani, modernizzando le infrastrutture, incentivando l’export e così via
La manovra Monti e le precedenti già si muovono in questa prospettiva: aumento della tassazione dal 12,5% al 20% sui capital gain, sugli interessi etc…aumento esponenziale della tassazione sulla casa ( per ogni 500 euro di rendita rivalutata del 60% vi sarà una batosta ici ovvero Imu di circa 600 euro annui).
Purtroppo, temo che il tutto non sia sufficiente, basti pensare che l’imposta sui dossier titoli dapprima aveva escluso i fondi d’investimento mentre adesso comprende anche tali strumenti finanziari. Il rientro dei capitali dall’estero sconterà, ad esempio, un’ulteriore aliquota aggiuntiva.
Chi può escludere ulteriori incrementi su tassazione delle rendite, che poi rappresentano risparmio accumulato e per definizione già tassato? Peraltro se si considerano le recenti manovre fiscali si ritiene che il classico investimento degli italiani : la casa ha già perso molto del suo “appeal. Infatti, tassazione irpef, tassazione ici, morosità del conduttore, spese di ristrutturazione alla lunga possono determinare un rendimento di molto inferiore alle attese. Il mercato immobiliare è già in una fase di stasi da qualche anno ed il contesto attuale favorisce un deprezzamento più che un apprezzamento.
Per minimizzare i rischi operativi dei diversi assets ( obbligazioni, immobili, azioni) è opportuna una diversificazione tra strumenti ed assets alternativi e decorrelati tra di loro. Candidato ideale ed irrinunciabile nel ns. portafoglio è il bene rifugio per eccellenza: il diamante.
L’investimento in diamanti ha un andamento che è gradualmente crescente, con basse oscillazioni delle quotazioni e, peraltro, a differenza degli assets precedentemente elencati con delle prospettive future positive.
Infatti, come già ampiamente illustrato da altri interventi apparsi su questa rubrica, ha diverse connotazioni positive:
1) Andamento decorrelato da altri stumenti finanziari
2) Rivalutazione costante negli ultimi 50 anni del valore delle gemme (circa 6%/anno)
3) Anonimato
4) Faciltà di trasporto e smobilizzo
5) Non sconta imposte di successione, patrimoniali, ici , né imposte sostitutive sui capital gain accumulati negli anni
6) Elevatissimo valore unità/prezzo
7) E’ in via di estinzione
8) Presenta oggi ed in prospettiva una domanda superiore all’offerta causata da giacimenti in via di estinzione ed una crescente domanda proveniente dai mercati emergenti (Cina ed India) ma anche europei e nordamericani ( vedi articolo su L’espresso di…..)
9) E’ una forma di investimento ancora non diffusa e quindi non interessante dal punto di vista del gettito erariale potenziale
Le caratteristiche elencate ne fanno uno stumento idoneo ed ideale nella diversificazione del proprio risparmio in quanto consente di raggiungere gli obiettivi di rivalutazione del capitale che ci siamo prefissi.
(*)Dottore Commercialista






