MADRID - Il settore immobiliare spagnolo sta soffrendo una delle peggiori crisi della sua storia. D'altronde proprio l'immobiliare è il vero problema dell'economia di Madrid. L'ultima vittima della bolla immobiliare è Sacresa, numero uno in Catalogna, che non è riuscita ad onorare i propri debiti pari a circa 1,8 miliardi di euro con 15 istituti di credito.
Sacresa è il terzo crack dopo quello di Martinsa da 7 miliardi e di Habitat da 2,8 miliardi di euro. Sacresa aveva chiesto anche tempo per cercare di risolvere la questione debiti ma il tempo concesso dalle banche è scaduto senza che si trovasse una via d'uscita. a condannare Sacresa è stato il Tribunale del Commercio di Barcellona che non ha ritenuto valido il piano finanziario di risanamento presentato dalla famiglia Sanahuja, azionista di riferimento del gruppo. Sacresa aveva già dovuto cedere il gioiello Metrovacesa che aveva acquisito dopo una lunga ed estenuante battaglia che ha però appesantito i conti per 5 miliardi di euro. Sacresa aveva già dovuto cedere ad un pool di banche il controllo del colosso Metrovacesa ma questo non è bastato a salvarla dal fallimento. Ora l'intero comparto trema. In Spagna tutti gli indici di settore sono negativi sia per quanto riguarda l'ammontare di case nuove sia per quanto riguarda il dato su quelle in costruzione. Rimane pesantissimo anche la stima sugli immobili invenduti che oscillano tra 800 mila e il milione. Nell'immediato, poi, non si intravede via d'uscita tanto che i maggiori analisti internazionali prevedono una sofferenza di almeno un altro biennio prima che il settore torni a crescere.






