REDAZIONE - Anche il 2011 si apre con un dato fortemente negativo per le immatricolazioni auto che hanno segnato un -20,70% su base annua. Ancora peggio ha fatto il gruppo Fiat che ha visto calare le immatricolazioni del 27,7%.
Vola, invece l'usato con le immatricolazioni che, stando ai dati della Motorizzazione Civile sono aumentate del 10,75%. Per quanto riguarda Fiat con il dato negativo di gennaio la sua quota di mercato in Italia è scesa al 29,2% tuttavia, spiegano al Lingotto, "i dati di gennaio evidenziano il positivo trend di recupero degli ultimi mesi del 2010: infatti, FGA aveva ottenuto una quota del 27,5% a ottobre, del 28,5% a novembre e del 29,7% a dicembre". C'è anche da evidenziare che il dato di gennaio 2010, con il quale si raffronta quello attuale, è "dopato" dal gran numero di immatricolazioni dovute agli incentivi alla rottamazione del 2009 che sono slittate all'inizio dell'anno successivo.
Andando ad analizzare più in profondità i dati riguardanti Fiat si evince che il marchio Fiat è calato del 34,3% su base annua con una quota di mercato del 20,9 in discesa di più di 4 punti percentuali. Nonostante il calo i modelli di punta come Punto, Panda e 500 hanno mantenuto le loro posizioni leader dei segmenti di riferimento tanto che Panda e 500 da sole hanno il 55,1% del segmento delle city car. Vanno bene anche Qubo e Dobò, i due multispazio a marchio Fiat che da soli detengono il 56,1% del mercato di riferimento. Per quanto riguarda Lancia la quota di mercato è rimasta ivnariata con la Y che rimane stabilmente fra le vetture più vendute in Italia nel segmento B. Viaggia su buoni livelli anche la Musa e la Delta non arranca.
Fa meglio Alfa Romeo che è in controtendenza grazie ai suoi modelli di punta, Giulietta e MiTo. A gennaio ha toccato il 4% di mercato con 6.600 immatricolazioni crescendo di 1,5 punti percentuali sullo stesso mese dello scorso anno. E' Giulietta la vera protagonista di questo risultato che va oltre le attese che detiene una quota di mercato nel segmento C del 18,2% e gli ordini continuano ad affluire con una buona continuità non solo dall'Italia.






