Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel
Wind 728x90 jpg
Back Notizie Ultime La grande guerra intorno alla ricapitalizzazione di Unicredit

La grande guerra intorno alla ricapitalizzazione di Unicredit

  • PDF

E’ in pieno svolgimento l’aumento di capitale di Unicredit che sta andando avanti con nuovi protagonisti: i fondi stranieri. All’inizio ha aperto le danze Blackrock che ha precisato di non aver tagliato la propria quota all’1,71% come era uscito sulla stampa ma di aver mantenuto il suo 3,09%.

 

Subito dopo sono arrivate le voci su fondi cinesi, mai confermate, e poi sul fondo sovrano kazako. A chiudere, per ora, le danze ci ha pensato Aabar, il fondo sovrano di Abu Dabi che ha annunciato di voler portare la propria quota all’attuale 4,99% al 6,5%.  Per ora è chiaro che è in atto una guerra senza quartiere tra grandi attori della finanza per assicurarsi una forte base azionaria con cui controllare una delle più importanti banche italiane ed europee.

Rischiano di uscire sconfitte le fondazioni che si sono presentate al nuovo appuntamento con il fiatone, appesantite dall’aumento di capitale precedente e senza un accordo preliminare che potesse dare maggiore forza agli enti. L’ultimo tentativo di mantenere Unicredit veramente “made in Italy” come recita lo spot di questi giorni è proprio la pubblicità in salsa patriottica con tanto di tricolore che sta andando in onda sui principali network televisivi nazionali.

In Europa sono tanti i protagonisti del settore bancario a volere Unicredit più debole e l’occasione dell’aumento di capitale è ghiottissima ma potrebbe rivelarsi un successo, a parte il terremoto di equilibri azionari interni. Molti istituti di credito europei sono zavorrati da una massa di debito spesso non contabilizzata che potrebbe farli sbandare da un momento all’altro e il maxi-aumento di Unicredit con lo sconto del 40% sta drenando risorse, merce veramente rara in momenti di crisi. Non solo ma la decisione di Unicredit di procedere all’aumento di capitale con un forte sconto potrebbe obbligare altri istituti a fare lo stesso, magari annunciando svalutazioni e incagli fino ad ora rimasti nel limbo.

Quindi nonostante tutto i maggiori competitor della banca guidata de Federico Ghizzoni si augurano che la ricapitalizzazione da 7,5 miliardi venga interamente sottoscritta o almeno in gran parte, lasciando poco inoptato ed evitare così che il consorzio di garanzia debba intervenire pesantemente.




Articoli correlati:

Powered By relatedArticle

Chi è online

 14 visitatori online

Statistiche

Tot. visite contenuti : 272310
Banner
Elettrodomestici 250x250

Associazione Nazionale Lavoro Azienda Welfare

Banner