Il premier Mario Monti ha scelto la Gran Bretagna per presentare l’Italia alla comunità internazionale e per discutere con il primo ministro David Cameron della situazione economico-finanziaria internazionale con particolare riferimento all’Europa e alla moneta unica.
Nella conferenza stampa congiunta i due leader hanno sottolineato come “entrambi pensiamo che non i singoli paesi, ma l’Ue nel suo complesso, come soggetto unico, debba pensare alla crescita”. Un monito fermo per gli euroscettici che pensano di andare da soli abbandonando i compagni di viaggio in difficoltà. L’economia moderna non può permettersi solisti se non a costi altissimi e non sostenibili per l’intera comunità politica ed economica. E proprio a Londra, nella sede per eccellenza del mercato, alla LSE Monti ha parlato di liberalizzazioni presentando il primo pacchetto di provvedimenti rivolti alla crescita che riguarderanno professioni, lavoro, farmacie, servizi pubblici e rete del gas. Monti ha anche sottolineato che non è nelle intenzioni dell’esecutivo cedere ulteriori quote di Eni, ritenuta strategica e un ottimo investimento in termini di dividendi per lo stato.
Dopo l’Italia si è tornati a discutere di Europa con Monti che ha aggiunto come “tra Gran Bretagna e Italia c’è cooperazione, condivisione dei valori, iniziative politiche e interesse profondo per l’Europa e per le soluzioni della crisi dell’eurozona. E’ nell’interesse dei due paesi lavorare insieme per un mercato singolo, unico e credibile. Sarà uno strumento per la crescita economica”. La scelta di mettere al centro l’Europa non è stata casuale. A Londra si concentrano goi euroscettici più convinti mentre Cameron cerca di convincere una parte della sua maggioranza e l’opposizione che di Europa c’è bisogno anche in Inghilterra che non può più contare esclusivamente sul tradizionale legame con gli Stati Uniti e il Canada, mentre l’India, altri partner storico di Londra, è sempre di più un competitor per le aziende inglesi.
Dal canto suo David Cameron, oltre alla stima per Monti, ha confermato la sua volontà di volere “un’eurozona forte insieme alla sua valuta. Servono nuove proposte per la crescita nella Ue: se prenderemo le decisioni giuste adesso, l’Europa potrà competere e vincere”. E proprio su Bruxelles hanno puntato i due leader con Cameron che ha ribadito la piena sintonia con Monti, “sono stati fatti progressi in direzione di un maggiore sostegno alle banche europee, ma dobbiamo essere realisti sulla situazione che coinvolge molti paesi europei. Finora si è lavorato ma non molto bene. Bisogna capire cosa fare”. Cameron ha chiesto che vengano varate al più presto misure di protezione dal contagio della crisi greca che sta diventando veramente insostenibile, ma non bisogna fermarsi all’immediato ed anzi guardare al medio e lungo termine con misure per la competitività e per il deficit fiscale passando dal digitale, energia e servizi.
Per tutti questi motivi Cameron e Monti ritengono sia di vitale importanza aprire i mercati di quei paesi ancora troppo chiusi. Missione compiuta per il premier che ha convinto i tecnici della City sulla solidità italiana e Cameron sulla necessità di un’Europa forte e unita.






