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Lagarde, "o si cura la malattia della crisi o si rischia una depressione anni '30"

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Il Fondo Monetario Internazionale è uno dei principali sponsor dell’aumento della disponibilità del Fondo Salvastati dell’Eurozona. In Europa proprio in questi giorni si sta discutendo dell’eventualità fortemente voluta dall’Italia e con la Germania che è rimasta quasi isolata nella sua posizione rigida di fermo. Il direttore Christine Lagarde questa volta ha utilizzato toni meno rassicuranti ma ha lasciata aperta la porta della speranza utilizzando in pieno la sua moral suasion per convincere le Merkel che è tempo di cambiamenti coraggiosi.

 

“Il 2012 deve essere l’anno della guarigione, deve essere un’opportunità altrimenti possiamo facilmente scivolare in un momento come quello sperimentato negli anni ’30, un momento in cui la fiducia e la cooperazione svaniscono e i paesi si chiudono al loro interno”. Insomma la Lagarde chiede uno scatto da parte di tutti affinchè si mettano in campo tutti gli strumenti adatti a fronteggiare una crisi ormai troppo lunga. Per strigliare la Germania il direttore del Fondo ha scelto proprio Berlino durante e la cerimonia per i dieci anni dell’euro. Secondo Lagarde “dobbiamo capire tutti che siamo in un momento cruciale. Non si tratta di salvare un paese o un’area. Si tratta di salvare il mondo da una spirale al ribasso, evitare un momento come il 1930, in cui la non azione, l’isolamento e la rigida ideologia insieme hanno causato il crollo della domanda globale”.

In particolare ad agire deve essere la Ue con un rafforzamento della difese. Sono azioni necessarie per evitare il peggio secondo il Fondo perché l’alternativa è che “paesi come Italia e Spagna che sono fondamentalmente in grado di ripagare i debiti, potrebbero essere costretti a una crisi di solvibilità dagli enormi costi di finanziamento”. Non solo, ma la Lagarde è anche favorevole agli eurobond così cari all’ex-ministro Tremonti. “un’intesa politica sul lancio di un bond comune europeo per puntellare la condivisone dei rischi aiuterebbe i mercati a credere nella futura vitalità della Ue”, ha sottolineato il direttore del Fondo.

Per ora la Merkel sia sull’aumento della disponibilità del Fondo salva stati che sugli eurobond continua a fare orecchie da mercante ma l’isolamento potrebbe anche farle cambiare idea soprattutto se dall’interno arrivassero voci a sostegno dell’ipotesi del Fondo Monetario.




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