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Back Notizie Ultime Risale la tensione sul debito greco. Stop alle trattative e la scadenza dei bond di marzo si avvicina pericolosamente

Risale la tensione sul debito greco. Stop alle trattative e la scadenza dei bond di marzo si avvicina pericolosamente

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Ieri è stata una giornata caratterizzata da un moderato ottimismo sulla soluzione del debito greco poi in serata è arrivata la doccia fredda da parte dell’Eurogruppo che ha stabilito dei criteri piuttosto stringenti e poco convenienti per i creditori stranieri.

 

L’ipotesi di accordo prevede l’emissione di nuovi titoli trentennali da parte di Atene e per l’Eurogruppo fino al 2020 il tasso dovrà essere molto inferiore al 3,5% e sul periodo totale sotto il 4%. Questa è l’idea presentata da Jean Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo. L’intervento a gamba tesa della Ue è arrivato proprio mentre il governo greco aveva accettato interessi del 3,5% e del 3,8% fino al 2020 e tra il 4 e il 4,6% che ha offerto l’Institute of International Finance in rappresentanza dei creditori privati.

La battuta d’arresto è stata immediata e anche da Bruxelles hanno fatto sapere che sono pronti a rinviare la seconda tranche del prestito da 130 miliardi di euro di cui Atene ha disperato bisogno per non arrivare al default completo e disordinato. Il prossimo 20 marzo scade l’emissione da 14,4 miliardi di euro e in mancanza di novità Atene non sarà in grado di onorare tale scadenza. Proprio per evitare sorprese la stessa Ue ha stabilito che l’accordo dovrà essere necessariamente trovato entro il 13 febbraio per poi avere i tempi tecnici necessari per assicurare l’arrivo dei soldi del prestito.

In seno alla Ue si sono fatti sentire in particolare i paesi più forti, i pochi ancora con la tripla A che hanno sostenuto come i livelli di interessi concordato fra le parti porterebbe il rapporto deficit/pil oltre il 125% e non al 120% entro il 2020 come stabilito durante le trattative tra Grecia e Bruxelles. A dare una mano a Germania e Olanda è sceso in campo anche il Fondo Monetario che ha drasticamente ridotto le stime di crescita e della finanza pubblica di Atene confermando le tesi di Berlino. I negoziatori però non hanno voluto cedere ribadendo come a tassi troppo bassi le perdite nette dei titoli sarebbero troppo alte e insopportabili.

Insomma i sacrifici sono richiesti a tutti, Ue, creditori privati (banche in primis), investitori e greci, anche se in quest’ultimo caso la situazione è ben oltre il limite con la tensione sociale ormai alle stelle e con il ministero delle finanze che ha deciso di puntare sulla gogna mediatica pubblicando la lista degli evasori oltre i 250mila euro sul proprio sito internet.




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