Dal barometro mensile di Eurisc-Crif emerge una piccola ma significativa sorpresa positiva per quanto riguarda l’andamento della domanda del credito da parte delle imprese italiane che nel corso del 2011 ha fatto registrare una diminuzione dell’1%, minore delle previsioni, contro il dato negativo del 5% riferito al 2010.
Andando a confrontare il dato con il 2009, ad inizio della fase acuta della crisi, il decremento complessivo delle richieste è stato del 6%, anche qui con un dato molto più positivo di quanto previsto dagli analisti. Indubbiamente il calo c’è stato e non è minimo ma il quadro drammatico, quasi catastrofico, disegnato da molti analisti non è stato confermato. Secondo Enrico Lodi, dg del credit service di Crif “l’andamento delle richieste di credito rappresenta un indicatore di straordinaria importanza per tastare il polso delle imprese e valutare il loro livello di fiducia nei confronti del futuro e la propensione ad investire. La dinamica registrata – ha continuato Lodi – nel corso dell’anno appena concluso è ovviamente riconducibile alla congiuntura negativa e alle prospettive di stagnazione nel medio periodo dell’economia italiana ma mette in luce come le imprese italiane non abbiano smesso di rivolgersi agli istituti di credito per finanziare la loro attività e superare questa difficile fase”.
In effetti la crisi conclamatasi nel 2009, aggravatasi nel 2010 e esplosa nel 2011 ha avuto ovviamente il suo peso come anche la forte parsimonia degli istituti di credito nel concedere il credito stesso. Le banche, d’altronde, hanno sopportato un forte aumento della provvista e la piena applicazione dei principi di Basilea2 ha fatto adottare criteri molto stringenti per quanto riguarda il capitale delle società con una conseguente contrazione degli impieghi. Probabilmente questa cautela delle banche ha prodotto anche una contrazione a monte delle domande da parte di aziende che sapevano di essere a rischio e che hanno preventivamente rinunciato al credito bancario. L’indagine evidenzia altresì uno spostamento generale delle domande verso cifre più contenute con le ditte individuali che nel 48% dei casi hanno richiesto finanziamenti fino a 5 mila euro. L’importo medio dei finanziamenti richiesti nel 2011 è stato di circa 38 mila euro contro i 45 mila del 2010.
“I dati relativi all’importo dei finanziamenti richiesti forniscono l’ulteriore conferma dei timori delle imprese in questa fase di incertezza – ha spiegato Lodi – condizionata da fattori macroeconomici nazionali e non solo negativi, con le imprese esportatrici che manifestano crescenti difficoltà”.





