L’Italia è tecnicamente in recessione e lo confermano i dati ufficiali riguardanti il Pil di dicembre ma a preoccupare è soprattutto il clima di fiducia da parte delle imprese del commercio.
Secondo un’indagine condotta nel IV trimestre del 2011 dalla Confcommercio tra gli associati, il 76,2% delle imprese del commercio, turismo e servizi ritengono che il clima economico sia in forte peggioramento e anche la proiezione sui primi tre mesi di quest’anno confermano i timori che la crisi possa ulteriormente peggiorare con circa il 40% delle imprese intervistate che vedono nero anche per il 2012.
A parte il sentiment anche i dati reali confermano le difficoltà con il 43,9% delle imprese del settore che hanno visto un calo del fatturato e un peggioramento generale della situazione economica personale ed anche per il I trimestre del 2012 la quota è piuttosto elevata con il 21,6%. Il peggioramento è dovuto in gran parte al contemporaneo calo dei ricavi ed aumento dei prezzi praticati dai fornitori abituali mentre il 56,4% delle imprese lamentano una forte esposizione con la Pa che ha aumentato il ritardo nei pagamenti. Le imprese che soffrono di più sono quelle del Mezzogiorno che registrano in media un deterioramento di tutti gli indicatori presi in considerazione nell’indagine di Confcommercio.
L’associazione sottolinea che “il quadro, in qualche caso, ci riporta indietro ai livelli della fine del 2008, quando il nostro paese fu investito dalla crisi economica”. In un contesto così critico s’inseriscono la manovre che si sono susseguite nel corso dell’anno, le liberalizzazioni fortemente volute dal governo guidato da Mario Monti e il continuo aumento dei prezzi dei carburanti che si riverberano in un rialzo dei prezzi dei beni trasportati. Insomma il commercio sta vivendo una delle fasi più critiche perché deve rispondere alla crisi economica e alla richiesta di ammodernamento che viene dalla politica e dai cittadini. L’ultima offensiva arriva dal fisco che ha deciso di pigiare sull’acceleratore delle verifiche con i blitz a ripetizione.
Dalla crisi si uscirà molto probabilmente con commercianti più moderni, corretti e pronti a rispondere alle esigenze del mercato con rapidità, sempre che il credito torni ad aiutare le imprese.






