Iniziano gli incontri per riaprire le porte del credito alle aziende italiane, in particolare alle Pmi. Per la prima volta si sono seduti intorno ad un tavolo Corrado Passera, ministro per lo sviluppo economico, Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, e Vicenzo Boccia, responsabile di Confidustria per le Pmi.
L’incontro è stato produttivo perché tutte le parti in causa hanno presentato la situazione attuale del credito con le difficoltà che attraversano sia le aziende che gli istituti di credito. Una prima occasione è stato il Forex di Parma con il governatore Ignazio Visco che si è detto molto preoccupato della contrazione del credito confermata dai dati ufficiali di dicembre del 2011 che hanno registrato un calo di 20 miliardi. Anche l’Abi ha presentato i propri timori legati in particolare alla flessione della raccolta di risparmio che continua anche in questo primo scorcio del nuovo anno nonostante la massiccia iniezione di liquidità da parte della Bce. Un’operazione simile verrà ripetuta dall’Eurotower il prossimo 29 febbraio.
Questi i dati e da qui il governo vuole partire per capire come poter sbloccare una situazione di credit crunch non ufficiale ma ormai realtà nei fatti. Il governo non può imporre ma può guidare e favorire che le parti si parlino. “Il credito è molto importante, è una vera e propria emergenza per il nostro Paese e tutti dobbiamo essere impegnati su questo” ha dichiarato il ministro Passera in un videomessaggio inviato al convegno di Federmeccanica di Firenze. Il punto nodale rimane l’incagliato e lo scaduto in generale che mina la credibilità delle aziende che chiedono di accedere al credito bancario. E’ chiaro che l’esigenza delle aziende deve coniugarsi con quelle delle aziende di credito e lo stesso Passera sottolinea come non può essere messo a rischio il sistema bancario. L’esecutivo dunque vuole mettere a punto un nuovo sistema che vada a sostituire l’avviso comune sulla moratoria per il credito alle Pmi anche con misure non convenzionali. Intanto si muove qualcosa anche sul fronte confindustriale.
Il presidente Emma Marcegaglia ha annunciato che è in dirittura d’arrivo la firma di un nuovo accordo con l’Abi per l’allungamento del debito delle imprese con “lo stesso tasso di prima” e con le aziende che ne hanno beneficiato che potranno riottenerlo. L’accordo prevede anche misure per incentivare le ricapitalizzazioni, un tassello di grande importanza per modernizzare il sistema delle imprese e renderle meno vulnerabili agli attacchi della concorrenza. Sul tappeto, dunque, sono stati presentati i principali problemi e nei prossimi incontri si potrebbe arrivare ad un piano per rilanciare il credito alle imprese senza mettere a rischio le tenuta del sistema bancario.






